Borgo Ronchetto delle Rane

Ronchetto delle Rane è un piccolo borgo agricolo alle porte di Milano, tra Quinto Sole e Quinto Stampi: un tempo abitato esclusivamente dai lavoratori della sua cascina, a fine ‘800 venne inglobato nell’agglomerato del capoluogo lombardo.

Il borgo deve il suo nome a uno strumento agricolo, la roncola, usata per tagliare arbusti e piccoli rami. Da qui il termine ‘ronchetto’, che indicava le zone disboscate e riconvertite a campo da coltivare.

Nei pressi della cascina, si ammira la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo: fatta costruire nel Cinquecento dall’arcivescovo Carlo Borromeo, ha un’impronta barocca, contiene splendidi affreschi di Ercole Procaccini il Giovane e custodisce un organo del 1748, tra i più antichi di Milano.

Passeggiare in questo borgo, tra edifici circondati da fossati di irrigazione e campi coltivati, è un salto temporale nella civiltà rurale di un tempo.

Informazioni:

Dove si trova: Ronchetto delle Rane, Milano

Borgo Ronchetto delle Rane - Oasi Ca' Granda

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Photo Credit: Oasi Ca’ Granda

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Borgo di Morimondo

Morimondo è uno dei borghi più belli d’Italia, un museo medievale a cielo aperto.

Solo percorrere le sue vie pavimentate con i ciottoli di fiume (la tradizionale rizzata) e dominate dalle tipiche case in mattone rosso lombardo è come fare un viaggio nel tempo.

L’atmosfera medievale, la natura della valle del Ticino che lo abbraccia e, naturalmente, la straordinaria abbazia, sono i meriti che hanno valso a Morimondo il titolo di borgo tra i più belli d’Italia. Ma non solo.

Questo antico abitato testimonia anche la preziosa tradizione agricola e spirituale dei monaci cistercensi che, nel 1134, arrivarono in queste terre dalla francese Morimond, diocesi di Langres, nella Champagne.

Il monastero, le vicine cascine, le risaie e le marcite, raccontano una vita consacrata al Cielo e alla terra.

Gli attuali 450 abitanti del borgo sono fieri custodi di questo patrimonio, continuando a conservarne la fedeltà alle origini.

Feste nel Borgo di Morimondo

Ogni anno il borgo si riempie di visitatori, soprattutto in occasione delle celebrazioni storiche:

  • la Festa del latte (aprile);
  • la Trecentesca (maggio);
  • la Festa del forno antico e del pane (settembre);
  • la Festa contadina (ottobre).

Informazioni:

Dove si trova: Morimondo (MI)

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Photo Credit: Fondazione Abbatia Sancte Marie De Murimundo

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Borgo di Fallavecchia

Fallavecchia è un borgo incantevole in cui il tempo sembra essersi fermato.

L’antico abitato con la sua chiesa di San Giorgio, ha origini che risalgono al periodo longobardo, come suggerisce il nome Fallavecchia, che deriva da fara vetula.

Le fare erano aggregazioni di famiglie longobarde dello stesso clan gentilizio che, mettendosi insieme, costituivano non solo dei centri rurali, ma anche dei contingenti militari di occupazione di territori.

Nel 1143 l’Abbazia di Morimondo entrò in possesso di Fallavecchia insieme ai terreni circostanti, diventando così una delle più importanti grange monastiche in Lombardia.

All’interno della Chiesa di San Giorgio si trova un’antica Madonna con Bambino che, nel 1512 e nel 1514, fu vista piangere lacrime di sangue.

La devozione crebbe così tanto che i fedeli riuscirono a raccogliere circa 5000 scudi per poter riedificare la chiesa.

Nel 1561, durante il periodo di crisi degli ordini monastici, Fallavecchia con tutti gli altri terreni dell’Abbazia, furono donati da Papa Pio IV all’Ospedale Maggiore di Milano (l’attuale Policlinico, chiamato affettuosamente la “Ca’ Granda”, la “grande casa” dei milanesi).

Fino al 1871 il piccolo borgo di Fallavecchia faceva comune e contava più di 500 anime.

I contadini conducevano una vita di duro lavoro che, insieme ad una alimentazione scarsa, portava alla “pellagra”, il cosiddetto “male della miseria”. Inoltre le abitazioni dei contadini erano non solo anguste, ma anche malsane.

Di notevole importanza fu quindi la decisione della Ca’ Granda, nella seconda metà degli anni ’30 del Novecento, di risanare le case rurali, dando avvio ad una campagna di demolizioni di interi gruppi di case coloniche per riedificarne delle nuove.

Dopo aver fornito alle famiglie un alloggio consono, la Ca’ Granda fece costruire nel borgo le strutture educative necessarie ai propri affittuari: asilo e scuola elementare, con annessi alloggi per le insegnanti.

Oggi sono rimaste pienamente attive due cascine, dove si allevano mucche – visibili nelle stalle prospicenti la grande corte centrale – e si coltivano cerali e ortaggi, acquistabili nello spaccio della famiglia Puliti.

Informazioni:

Dove si trova: Fallavecchia (MI)

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Photo Credit: Oasi Ca’ Granda

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Borgo della Zelata

Il piccolo borgo della Zelata, nella Campagna Soprana di Pavia, distante un paio di chilometri da Bereguardo, è stato spesso il soggetto degli scritti e delle fotografie della poetessa milanese Antonia Pozzi, che negli anni ’30 trascorse qui molte estati, ospite della casa dei nonni.

Un altro noto personaggio scelse il borgo della Zelata come luogo di residenza: Guido Nicheli, in arte “Dogui”, attore molto noto per aver interpretato il personaggio del “cumenda” in tanti film degli anni ’80 e ’90. La sua tomba si trova proprio nel piccolo cimitero del borgo.

Il grazioso abitato è circondato da campi sui quali volteggiano aironi e garzette, mentre lunghi filari di pioppi ornano il paesaggio.

Fanno parte del borgo l’omonima cascina e il vecchio mulino che si trova alla confluenza tra la Roggia del Molino e la Roggia Gambirone.

L’area è riconosciuta come habitat di grande valore naturalistico per le particolari specie di piante e uccelli.

Tra l’altro, la Zelata si trova sulla rotta di migrazione degli uccelli ed è luogo di nidificazione per le cicogne.

Informazioni:

Dove si trova: Zelata (PV)

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